Non dovete essere superficiali,
Prof.ssa Paola Rocchi
non dovete essere frettolosi,
ma scrupolosi, precisi e attenti:
dovete provare il gusto per il lavoro ben fatto.
domenica 16 gennaio 2011
Recensione libro "Iliade" di Baricco
Ottimo libro. Secondo me Baricco ha fatto un’opera eccezionale adattando un libro dell’epoca omerica ad una lettura moderna. Il testo è semplice e scorrevole e ricco di colpi di scena grazie alla rimozione degli interventi divini che nel poema originale decidono il destino dei guerrieri e delle persone. È facile da leggere ed è adatto per una lettura scolastica. Il mio giudizio finale non può che essere buono.
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Recensione "Iliade" di A. Baricco
Nonostante la lettura di questo libro sia stata un compito scolastico, posso dire che mi ha appassionato particolarmente. Grazie a questo libro sono riuscito a capire parti dell’Iliade originale che non riuscivo a comprendere. Baricco, riscrivendo l’Iliade sotto più punti di vista, è riuscito a dargli un po’ di umanità.
Condivido appieno le scelte di Baricco di aver voluto eliminare, quasi del tutto, gli interventi divini, in modo da attribuire più importanza ai personaggi della storia ed in modo da rendere più realistica la vicenda, di aver voluto aggiungere una parte dell’Odissea così da far conoscere al lettore la fine dalla guerra di Troia, cosa che non viene riportata nell’Iliade di Omero.
Secondo me Baricco ha fatto una vera e propria opera d’arte e per questo il mio voto è 5/5.
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Recensione libro
Sintetizzare un'opera come l'Iliade non è facile, ma Baricco ha saputo fare un buon lavoro.
Il testo è avvincente e appassionante, l'ho molto apprezato anche perchè ogni capitolo è raccontato in prima persona dal protagonista. Tuttavia non condivido la scelta di Baricco di eliminare gli interventi divini: ciò rende la storia molto più banale, basti pensare a uomini che hanno una forza irreale e che senza l'aiuto di un dio non può essere giustificata.
A mio parere i rapporti tra gli dei e i loro schieramenti divertono il lettore.
Complessivamente questo libro è piacevole da leggere e appassiona il lettore.
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sabato 15 gennaio 2011
Andromaca
Ho scelto questo capitolo perchè questa donna, attraverso le sue parole, esprime il dolore e l'amore per suo marito, che con il suo coraggio e la sua forza ha reso vedova sua moglie e orfano suo figlio
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Cap. preferito dell'ILIADE di Baricco,
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- Recensione libro Baricco -
A mio parere Baricco con la rivisitazione dell'Iliade di Omero, ha fatto un buon lavoro. É molto difficile sintetizzare un'opera come l'Iliade, ricca di particolari, personaggi e intrecci familiari. É un modo per avvicinare le persone che magari non hanno il tempo o la voglia di leggere l' originale. Baricco con la sua rivisitazione ha del tutto eliminato gli interventi divini. Da un punto di vista condivido questa sua scelta, perché in questo modo, la storia assume un carattere più reale, mettendo in risalto la vera forza, il vero coraggio e i veri ideali dei personaggi, non più considerati burattini, ma veri burattinai della storia e del proprio destino. Da un altro punto di vista non condivido tale scelta, perché anche se le continue "baruffe" tra gli dei potevano complicare e confondere il lettore, in un certo senso lo divertono anche, spezzando per un attimo l'atmosfera della guerra. Molto originale l'idea di far raccontare la storia ai personaggi. Un' idea innovativa e divertente, che coinvolge lo spettatore nella storia.
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giovedì 13 gennaio 2011
L'ira funesta del pelide Achille
Ho letto i vostri commenti e nel complesso li ho trovati buoni; per la verità ho individuato anche diversi errori, ma come sapete per me gli errori sono delle risorse: ci dicono come funziona la nostra mente, come si sbaglia; ci indicano la via per non sbagliare più.
Certo bisogna avere la mente lucida...così ora devo rimandare qualcosa che però prometto: indicare ad ognuno il tipo di errore e poi lasciarvi il compito di individuarlo da soli nel vostro testo.
Ho reso "amministratori" alcuni di voi che erano solo "autori".
Un'ultima cosa: sta diventando ricco questo nostro blog, non trovate?
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-Patroclo-
Il mio nome è Patroclo,figlio di Menezio.Anni fa, per aver ucciso un ragazzo come me, dovetti lasciare la mia terra,e,con mio padre,arrivai a Ftia dove regnava il forte e saggio Peleo.Il re aveva un figlio: si chiamava Achille.Circolavano strane voci su di lui.Che per madre aveva una dea.Che era stato allevato senza conoscere il latte di donna;nutrito solo con interiora di leone e midollo di orsi.Che sarebbe diventato il guerriero senza il quale troia non sarebbe mai stat conquistata.Oggi le sue ossa sono mescolate con le mie,sepolte nell'isola bianca. La sua morte gli appartiene...
La mia iniziò quando si levò l'aurora,dopo la notte in cui Ulisse e Diomede avevano rubato gli splenditi cavalli di Reso.In quella prima luce del giorno Agamennone schierò l'esercito per la battaglia.Ordinò agli aurighi che tenessero i carri al di qua del fossato,ben schierati, e che i guerrieri a piedi,lo attraversassero e si mettessero in assetto di guerra,sull'altra sponda.Tutti ubbidirono tranne noi Mirmìdoni,perchè Achille non voleva che combattessimo.Io rimasi davanti alla nostra tenda.Nella piaura di fronte a noi,vedevo i Troiani stringersi attorno ai loro comandanti.Mi ricordo Ettore: appariva e spariva,in mezzo ai soldati,come una stella, brillante , trale nubi di un fosco cielo notturno.
Tutto quello che vidi quel giorno, da lontano, e che sentii raccontare , voglio che lo ascoltiate,ora,se volete capire di che morte mi è piaciuto morire[...]
Quel giorno io li salvai tutti,con il mio coraggio e la mia follia...
COMMENTO (parte del libro che mi ha + appassionato)
Questa è la mia parte preferita del libro di Baricco. Da questi pensieri, che lo scrittore fa pronunciare direttamente a Patroclo, si riesce a percepire la profonda e lunga amicizia che c'è tra Patroclo e Achille, pronti in alcuni casi a mettersi in gioco e adirittura rischiare la vita per difendere l'altro. Emergono perciò sentimenti nobili, come l'amicizia, il coraggio e l'altruismo. In opposizione con questi sani principi , c'è la percezione dela triste e sofferente morte di Patroclo. Si capisce benissimo
il suo senso del dovere verso la patria e verso il suo amico. Patroclo indossa le armi di Achille e scende in battaglia , sacrificandosi ,combattendo, morendo e salvando gli Achei da Ettore e dall'esercito troiano, spingendo così con la sua morte il Pelìde a tornare in battaglia, cioè a far combattere colui che porterà la morte sugli occhi di Ettore ,assasino del suo amico, e che sconfiggerà momentaneamente i troiani. Quindi Patroclo in un certo senso per me è l'eroe senza il quale gli Achei non avrebbero potuto vincere. La profonda amicizia tra Achille e Patroclo e i loro favori reciproci dureranno per sempre, anche dopo la morte , e le loro ossa e i loro corpi si mischieranno nell'isola bianca.
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Cap. preferito dell'ILIADE di Baricco,
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Pàndaro, Enea
Mi piace questo capitolo perchè si hanno due destini: Enea è destinato a vivere mentre Pàndaro a morire. Mi piace il coraggio con cui Pàndaro cerca di uccidere Diomede più volte ma fallisce e nell'ultimo tentativo viene ucciso, mentre Enea si salva per fortuna per Acamante che lo soccore prima che venga colpito da Diomede. Però ci sono anche dei punti che non mi piacciono di questo capitolo, ovvero i troppi nomi e i troppi intrecci durante la battaglia che portano alla confusione.
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mercoledì 12 gennaio 2011
Scegli il tuo capitolo preferito
Gli alunni che non sono autori, o che in ogni caso non riescono a pubblicare un post, dovranno specificare qual è il loro capitolo preferito del libro "Omero, Iliade" di A. Baricco come commento a questo post, altrimenti dovranno farlo sotto forma di post.
Se avete già fatto il compito pubblicando il commento come post potete lasciarlo.
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Cap. preferito dell'ILIADE di Baricco,
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Demodòco
Ho scelto questo capitolo perché finalmente dopo 10 anni la guerra di Troia cessa. Finalmente! Inoltre Demòdoco è l'unico personaggio che racconta la guerra anche se non vi ha partecipato. Il pezzo che volevo leggere era la storia di come Cassandra non sia riuscita a fermare la distruzione della propria città, solo perchè nessuno la credeva.
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